L’emergenza che stiamo affrontando avrà purtroppo delle conseguenze molto negative non solo a livello sanitario ed economico, ma anche a livello delle percezioni e delle abitudini sociali che fino ad ora davamo per scontate.
Comportamenti abituali e consuetudini stanno subendo enormi cambiamenti, molti dei quali necessari per contenere il contagio, e le ricadute sulle nostre percezioni e sulle modalità con cui approcciamo le relazioni potrebbero essere molto negative e avere effetti anche dopo che l’isolamento forzato diminuirà fino ad interrompersi.
Si parla molto di fake news, le “bufale”, notizie false, senza fondamento, messe in giro per distorcere e manipolare la percezione della realtà.
Chi le mette in giro avrà i suoi motivi: interessi politici, economici, o più semplicemente un rapporto controverso con il buon senso e l’intelligenza. La propaganda è sempre esistita, ma vorrei riflettere non tanto su chi costruisce le fake news, ma al contrario sui passaggi psicologici di chi le ascolta e ci “casca”.
Adoro i monologhisti, trovo che siano dei generatori incredibili di riflessioni. Ce li abbiamo anche in italia, ma i più sono concentrati sul sesso e sui rumori prodotti dal nostro apparato digestivo.
Questo breve video è magnifico: in poco più di due minuti racchiude perle inaudite di conoscenza psicologica su argomenti complessi come l’intelligenza e la ricerca del piacere, il tutto perfettamente attualizzato ai tempi dei social network.
Il video dell’intervista che mi hanno fatto a RadioVenezia. Parlo di “psicosomatica”, quell’area della psicologia che si occupa di disturbi e problemi che originano nella “psiche” (che riducendo possiamo chiamare “mente”) facendo ricadere i sintomi nel soma (il corpo).
L’intervista è divulgativa, non tecnico-scientifica, quindi parlo in modo sintetico e leggero di alcuni aspetti legati a questo tipo di fenomeni. Nel video si sviluppa così:
di cosa parliamo quando parliamo di problemi psicosomatici
come prevenirli
suggestioni e sdrammatizzazioni
markette e promozione
Alla fine auguro la buona notte a tutti perchè mi hanno detto che era talmente importante questa intervista che l’avrebbero mandata in onda nell’orario di punta dello share radiofonico.
A parte le mezze battute, spero che per le persone interessate sia un modo veloce e leggero per saperne un po’ di più e, soprattutto, per evitare di medicalizzare una classe di eventi e fenomeni – quelli psicosomatici – che possono dire molto delle nostre ansie e delle nostre paure, ma altrettanto delle nostre gioie, dei nostri amori e del nostro essere umani. Il punto di incontro fra mente e corpo, che appaiono separati e invece sono più vicini di quanto pensiamo.
La paura è un emozione che tutti conosciamo, fin da bambini. Non è un’emozione desiderabile, ma, come genere umano, le dobbiamo molto: è grazie ad essa, e alle specifiche reazioni fisiologiche che innesca, che ci siamo potuti evolvere sopravvivendo alle minacce che l’ambiente non ci ha mai fatto mancare nel corso della storia, come i predatori, il freddo, il dolore.Continua a leggere Come complicarsi la vita… con le paure
Quando si parla di dolore e di tristezza, di solito viene usata la parola “depressione”, soprattutto se dolore e tristezza si protraggono per molto tempo compromettendo la vita quotidiana di una persona, il suo lavoro, le sue relazioni, il suo benessere generale.
Molte volte è dato per scontato che le emozioni che proviamo siano solo nostre. Che siano eventi soggettivi, una dimensione intima e privata della nostra vita. Non privata nel senso che ce la teniamo per noi, ma nel senso che la proviamo perchè siamo noi, perchè siamo “fatti” in un certo modo.Continua a leggere Siamo davvero “fatti così”?
Eseguire al meglio una performance è un obiettivo che molti di noi si pongono: possiamo voler aumentare le nostre prestazioni sportive, oppure quelle artistiche se siamo musicisti o attori; possiamo voler incrementare anche le nostre capacità di gestione dello stress e delle emozioni se facciamo un lavoro che implica dinamiche e vissuti stressanti (personale ospedaliero, insegnanti, venditori, ecc…).