Il bello dell’ozio

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Viviamo in un mondo iper-competitivo e per stare al passo bisogna viaggiare veloci, correre sempre, con un sacco di cose da fare. Il tempo è sempre poco e gli impegni sempre tanti.

In questo modo non abbiamo mai il tempo per fare “niente”. Quel tempo per noi, quei minuti che passano lenti, come sospesi in un’altra dimensione, totalmente passivi e improduttivi.

E’ il tempo dell’ozio.

Non è facile, nella nostra società, trovare i lati positivi dello stare a far niente. Si rischia di sembrare ingenui o addirittura intellettualmente scorretti, in tempo di crisi dove molti hanno del tempo libero che non vorrebbero avere.

Ma crisi o non crisi, provo a raccontarvi le cose belle dell’oziare:

#1 abbiamo tempo per annoiarci, e la noia è necessaria per capire quello che ci piace veramente. Quando ci annoiamo cosa sentiamo? A cosa pensiamo? A quello che ci piacerebbe fare in quel momento! O ai nostri progetti, le persone a cui siamo legati e con cui ci piace stare. A tutte quelle cose a cui non riusciamo a pensare quando ci divertiamo… chi pensa quando si diverte?

#2 possiamo stancarci di non fare niente, così ci viene voglia di fare qualcosa. Raggiungere col tempo un’avversione umorale per la noia e il fare “niente” può essere una buona molla per rimettersi in moto. Alcuni sono così fortunati da essere immuni a questo tipo di reazione, e possono continuare ad oziare senza mai stancarsene.

#3 ci ricarichiamo in vista delle cose veramente importanti. Per quando avremo capito quali sono.

#4 esercitiamo il nostro senso critico e la nostra indipendenza attraverso il dissenso: chi lo ha detto che per essere a posto con la nostra coscienza, quando arriva sera, dobbiamo aver avuto per forza una giornata produttiva? Quanto conformismo…

#5 ci alleniamo per i momenti morti, che sono sempre dietro l’angolo. Un essere umano occidentale socializzato deve imparare ad affrontarli acquisendo strategie e diversivi attraverso l’esperienza. La cena coi parenti o il viaggio di lavoro inseme al collega con cui non divideresti neanche un kinder bueno possono essere gestiti con più scioltezza, se facciamo esercizio oziando per i fatti nostri.

Non sto scherzando: non dico che dobbiamo diventare tutti come Drugo, ma organizzarci le giornate per avere un po’ di tempo per noi può essere utile non solo per riposarci o “spegnere il cervello”, ma anche per diventare più competenti nella vita di tutti i giorni, oltre che renderci persone più interessanti.

Ne è la prova il fatto che l’ozio è sempre stato uno degli oggetti più trattati negli aforismi dei grandi: vi lascio con quelli che mi piacciono di più.

Ozio. Intervalli di lucidità nei disordini della vita. Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca. Milan Kundera, La lentezza, 1995

Essere capaci di riempire intelligentemente le ore di ozio è l’ultimo prodotto della civiltà, e al giorno d’oggi pochissime persone hanno raggiunto questo livello. Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

L’attività frenetica, a scuola o in università, in chiesa o al mercato, è sintomo di scarsa voglia di vivere. La capacità di stare in ozio implica una disponibilità e un desiderio universale, e un forte senso d’identità personale. Robert Louis Stevenson, Elogio dell’ozio, 1877

Coltivare l’ozio è il fine dell’uomo. Oscar Wilde, L’anima dell’uomo sotto il socialismo, 1891

DR Daniele Boscaro

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